29 settembre 2016

Comunicato stampa

Sperperi TAV: i lavori proseguono a ritmo accelerato mentre la politica è su Marte

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze denuncia come i lavori TAV nel cantiere della ex stazione Foster ai Macelli non siano per niente fermi, anzi hanno accelerato negli ultimi tempi.
Che l'opera fosse irrealizzabile se ne sono finalmente accorti Ferrovie e Governo e dichiarano che il progetto sarà accantonato; peccato, però, che nessuno abbia il coraggio di dire ufficialmente basta e fermare i lavori; se prima dell'estate i costi erano stimati in 760 milioni di euro, chissà dove sono arrivati adesso con i cantieri che pullulano di operai; è una cosa di cui le istituzioni locali e nazionali dovrebbero dar conto e spiegare perché si continuano a gettare i soldi dei contribuenti nel vento.
Il Comitato ha documentato che le opere sono in stato avanzato, come dimostrano le foto allegate; nella parte visibile del cantiere (solo il 20% del totale) si vedono bene le strutture portanti del primo solaio previsto, che dovrebbero servire anche al contenimento delle paratie laterali.
Nel piccolo pezzo di cantiere visibile si sono potuti contare circa venti operai al lavoro, cosa che negli anni passati non si era mai verificata. La cosa suona ancora più grottesca se si pensa a quanto siano rallentati i cantieri della tranvia che invece non parrebbe avere nessun stop: dove non si deve costruire nulla i lavori fervono alacremente, dove sarebbe opportuno liberare la città da cantieri devastanti per la mobilità si va al rallentatore.
Questo quadro desolante della situazione delle infrastrutture a Firenze pare lo specchio non solo delle grandi opere inutili, ma anche della situazione politica in cui la cialtroneria pare far da padrona. Se da una parte le Ferrovie dello Stato e il Governo non riescono a dire nemmeno uno “stop”, dall'altra le più vecchie posizioni intransigenti a favore del progetto (soprattutto la Giunta Regionale) stanno farneticando di tunnel da disseminare non si sa bene dove sotto la città, ripetendo lo stanco mantra dell'importanza del trasporto regionale, nascondendo però che si sono persi 20 anni e gettati nel fango quasi 800 milioni di euro, il tutto per finanziare le “imprese amiche” che fin'ora hanno lavorato nel cantiere.

10 settembre 2016

Tav Firenze, piccola guida per amministratori Pd confusi: il progetto alternativo

Segnaliamo 

Tav Firenze, piccola guida per amministratori Pd confusi: il progetto alternativo

Una delle critiche avanzate ai movimenti fiorentini (ma non solo) dai dominanti (siano essi esponenti delle istituzioni, dei partiti o delle imprese che vivono di capitalismo di Stato) è quella di saper solo criticare. Per questi signori fermare le Grandi opere dannose per la collettività, inutili per risolvere i problemi dei cittadini e capaci di far crescere solo il debito pubblico è semplicemente velleitario e fuori da ogni cultura di governo di cui solo loro sono i legittimi depositari. I casi sono molti e diffusi. ...

31 agosto 2016

Farsa TAV: non solo non si chiudono i cantieri, ma addirittura se ne aprono altri

Comunicato stampa

Il Comitato No Tunnel TAV constata con sconcerto che, nonostante i proclami del sindaco Nardella, non solo i cantieri del sottoattraversamento non si fermano, ma se ne aprono addirittura altri; si tratterebbe di quelli per il consolidamento dei bastioni della Fortezza da Basso per i quali sono state autorizzate proroghe al superamento dei rumori.
Una cosa del genere, in un paese normale, in qualunque altra città del mondo, non potrebbero accadere: se davvero il progetto sotterraneo è in fase di ripensamento, logica vorrebbe si sospendessero per lo meno i lavori in corso per evitare ulteriori spese inutili e danni alla città che dovranno poi essere riparati.
Il Comitato richiama ancora una volta la politica delle istituzioni ad un po' di serietà; oltre alla sospensione immediata dei lavori si dovrebbe arrivare all'avvio veloce di un dibattito VERO sulle possibilità che offre il nodo ferroviario fiorentino, sia per i treni a lunga percorrenza che per quelli regionali. Perché di opportunità, il nodo fiorentino, ne offre molte, ben al di là della “liberazione dei binari di superficie”.
Questa lenta agonia del progetto TAV (o il suo possibile rilancio) sono il chiaro sintomo di una politica senza idee e progetti, asservita solo agli interessi dei costruttori e tesa a trarre benefici per sé e per i propri accoliti; una politica culturalmente misera, lontano dagli interessi della collettività che dovrebbe rappresentare. Questa è forse la sciagura più grave che si nasconde dietro la farsa TAV di Firenze.
Il Comitato ricorda anche tre aspetti tecnici che sono già stati denunciati, ma cui non si è mai voluto dare ascolto:

  1. la tecnica del “compensation grouting” consiste nell'immettere nel terreno lunghi coni di cemento con i quali si consolida il terreno sotto i bastioni della Fortezza, in vista dello scavo dei tunnel; questa tecnica è utile in terreni prevalentemente ghiaiosi perché il cemento iniettato va a occupare gli spazi tra i frammenti di ghiaia formando una base solida. Sotto i bastioni il terreno è soprattutto argilloso e il cemento iniettato, invece di distribuirsi omogeneamente nel terreno, tende a formare bolle irregolari, talvolta di grosse dimensioni; queste a loro volta provocano deformazioni del terreno che risultano essere innalzamenti irregolari della superficie. È esattamente quello che è accaduto attorno alla stazione di Bologna e alla scuola Rodari, dove l'innalzamento del terreno ha provocato danni agli edifici. Si corrono rischi analoghi sotto il monumento.
  2. L'operazione che si vuol fare necessita di due cantieri di discrete dimensioni: uno nel mezzo del parco della Vasca dei Cigni, uno nel viale Filippo Strozzi proprio davanti all'uscita del sottopasso proveniente dal viale Fratelli Rosselli. Con una mobilità caotica come è adesso per i cantieri delle tranvie e con i lavori rallentati che si hanno, è facile prevedere ulteriori problemi in una situazione già troppo compromessa.
  3. I cantieri che si intendono realizzare non sono così semplici: richiedono la realizzazione di un pozzo profondo oltre dieci metri e l'uso di macchinari specializzati. I costi non saranno lievi; si prosegue nel gettare al vento risorse economiche importanti che potrebbero essere impiegate molto meglio.

03 agosto 2016

Binari in più per i treni? Eccoli, in superficie


COMUNICATO STAMPA

Firenze, 27 luglio 2016

Una piccola delegazione del comitato No Tunnel TAV di Firenze, con l'assistenza dell'ingegner Vincenzo Abruzzo e del professor Giorgio Pizziolo, ha condotto una breve visita nei Giardini dell'Orticultura accanto ai quali passano i binari della linea da Firenze Campo Marte a Firenze Santa Maria Novella.
È stato mostrato visivamente come ci sia la possibilità di realizzare un altro binario (il quinto) accanto ai due esistenti con lavori certamente importanti, ma molto meno invasivi che non scavando tunnel in area urbana. L'allargamento di una galleria di poche decine di metri sotto la via Bolognese e il sacrificio di pochi piccoli annessi privati sarebbero ripagati dalla velocità di realizzare l'opera con costi molto contenuti. Se si volesse realizzare un sesto binario accanto ai due binari della linea da Campo Marte a Firenze Rifredi si avrebbe il sacrificio di un paio di edifici vicino alle Cure e la necessità di un tunnel, accanto a quello esistente, di 480 metri di lunghezza; non si avrebbero impatti sulla falda né rischi di cedimenti non essendoci terreni alluvionali.
La semplicità ed efficacia di questo progetto è nota ormai da 16 anni, ma la politica fiorentina ha voluto tenere gli occhi ermeticamente chiusi sull'elegante semplicità di un progetto che cerca di essere il meno invasivo possibile basandosi soprattutto sul riuso di quanto esistente.
Statuto come fermata per i treni a lunga percorrenza avrebbe il vantaggio di essere vicina a Santa Maria Novella (raggiungibile con un tapis roulant o con treni regionali), vicina alla Fortezza da Basso e molto centrale, il terrapieno sotto di essa sarebbe facilmente scavabile per realizzare servizi di fermata bus e taxi e collegare le parti di città attualmente separate dalla ferrovia. Gli edifici adesso abbandonati dell'ex deposito locomotori potrebbero essere riutilizzati per servizi ai viaggiatori.
L'ottenimento di un fascio di sei binari tra Firenze Campo Marte da una parte e Santa Maria Novella e Rifredi dall'altra consentirebbe non solo una linea dedicata all'alta velocità, ma due binari per il servizio dei treni regionali e due binari per un servizio di metrotreno urbano con fermate alle Cure, all'Orticultura, a Statuto per poi collegarsi a Santa Maria Novella e al restante servizio ferroviario toscano e nazionale.
Una proposta semplice, fattibile davvero in poco tempo (due anni con cantieri normali, cioè gestiti come appalti tradizionali senza la presenza di soggetti criminogeni come il general contractor) che è stata ottusamente e colpevolmente ignorata dalla politica ufficiale fiorentina e toscana.
L'eleganza e la modernità di questo progetto (che si basa sul riutilizzo e perciò è molto attento agli aspetti ambientali e ai cambiamenti climatici) cozza contro le fantasmagoriche dichiarazioni politiche che si susseguono in questi giorni su minitunnel, stazioni sotterranee sotto Santa Maria Novella, tunnel senza stazione; ciò nasconde solo lo scoramento di chi vede venti anni delle proprie politiche dei trasporti a Firenze naufragare sotto l'IMPOSSIBILITÀ di realizzare i due tunnel previsti dal proprio progetto adesso felicemente abbandonato.
Una ultima notazione che ci sembra però quella più politicamente rilevante: l'ottuso silenzio di Regione, Comune, Partito Democratico, sindacati confederali su questa ipotesi di superficie ci pare il sintomo di una profonda crisi della democrazia; quando si ignora con accanimento ciò che la cittadinanza attiva elabora e propone, allora davvero c'è da chiedersi dove stia andando la politica.

07 luglio 2016

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 6 luglio 2016

Tunnel Tav, bene l'abbandono del progetto. Adesso una progettazione condivisa e partecipata sul futuro della mobilità fiorentina

Le Associazioni e i gruppi che fanno parte del “Fronte No TAV” sono soddisfatte del profondo ripensamento – a cui però dovranno seguire atti concreti - espresso dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal ministro Graziano Delrio in relazione all'abbandono del progetto di tunnel AV sotto la città e della costruzione della stazione Foster.

Un progetto, quello del “Passante”, nato male e cresciuto peggio, con oltre 20 prescrizioni già in fase di rilascio della Valutazione di impatto ambientale (VIA) con tali e tante criticità non ancora risolte; una per tutte è l'impatto sulla falda nelle zone delle Tre Pietre, dei Macelli e di Campo Marte dove i livelli della acque sotterranee sono pericolosamente sbilanciati e le presunte “mitigazioni” previste assolutamente insufficienti.  È indispensabile intervenire velocemente per il ripristino!

Per non dimenticare i danni che lo scavo dei tunnel avrebbe provocato in migliaia di appartamenti e monumenti, danni che sarebbero stati amplificati dall'uso di una sola fresa invece delle due sempre utilizzate in questi casi. Il Passante TAV si è dimostrato insostenibile ambientalmente, economicamente e politicamente.

Due importanti inchieste della magistratura hanno fatto luce sul sistema corruttivo e infiltrato dalle mafie dando così il colpo di grazia ad un progetto da sempre inutile, screditato e criminogeno.

Quello TAV di Firenze è un progetto che muore però troppo in ritardo, considerato che sono stati gettati al vento ben 760 milioni di euro! Una cifra che avrebbe potuto essere impiegata in maniera molto più costruttiva se i decisori politici avessero ascoltati gli appelli e i consigli di chi aveva visto, fin dall'inizio, tutte i problemi di questo progetto.

Nonostante le indiscrezioni filtrate da Ferrovie; nonostante le dichiarazioni di Sindaco e Ministro, i lavori al cantiere dei Macelli proseguono e si continuano così a spendere risorse e a provocare danni che dovranno essere riparati. Alle parole devono – ribadiamo - seguire fatti concreti. Le associazioni del “Fronte”, unite dall'idea di una progettazione sostenibile del nodo ferroviario, non intendono abbassare la guardia.

L'abbandono del progetto di tunnel e stazione Foster aprirebbe grandi opportunità per lo sviluppo della mobilità nell'area fiorentina: finalmente una quantità importante di risorse si libererebbero per uno sviluppo reale della mobilità pubblica che risponda alle esigenze di abbattere il traffico privato, l'inquinamento conseguente e favorire un trasporto pubblico efficiente.

I cittadini sono stanchi di leggere di riunioni di vertice in cui si delega alle Ferrovie - e alle lobby interessate - la risistemazione del nodo ferroviario di Firenze. È venuto il momento di aprire un approfondito dibattito in città per capire quali sono le reali esigenze della popolazione. Si deve avviare un concreto percorso di progettazione partecipata di cui i cittadini devo essere i protagonisti. Solo così si sconfiggono le lobby che hanno colonizzato tutte le istituzioni.

Il gruppo di lavoro di tecnici che negli anni passati ha analizzato approfonditamente il Passante AV e fatto concrete proposte è ancora attivo e a disposizione; l'Università di Firenze ha dato la disponibilità a lavorare per la realizzazione di un progetto di mobilità condiviso con la cittadinanza e di quanto distrutto (ai Macelli, a Campo Marte, a Santa Barbara). Le Associazioni del “Fronte” sono pronte a mobilitarsi in questo percorso e a dare il proprio contributo fattivo.
Adesso tutti attendono atti concreti dalle istituzioni.

Fronte No TAV Firenze

Comitato No Tunnel TAV
Alternativa Libera
FAI
Firenze Riparte a Sinistra
Italia Nostra
Legambiente
Movimento 5 stelle
PerUnaltracittà
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Si – Toscana a Sinistra

02 luglio 2016

COMUNICATO STAMPA


Firenze, 30 giugno 2016
Nardella, progetto TAV da abbandonare? Bene, ma si fermino subito i lavori che devastano ambiente e erario

Le dichiarazioni del sindaco di Firenze Dario Nardella rilasciate ieri al circolo La Loggetta sul sottoattraversamento TAV sono prese con molta prudenza dal Comitato No Tunnel TAV.
http://www.ilsitodifirenze.it/content/785-nardella-la-tav-di-firenze-opera-inspiegabile-chieder%C3%B2-ferrovie-modifica-del-progetto
“Il progetto dell'Alta Velocità che Ferrovie ha voluto fare in tutti i modi, oggi ancor più di ieri, appare inspiegabile: è un grande spreco di denaro pubblico, perché stiamo parlando di un miliardo e mezzo di euro per risparmiare due minuti sulla tratta Roma-Bologna-Milano dell'Alta Velocità”.
Certamente fanno a pugni con altre dichiarazioni rilasciate in passato, come questa:
http://www.lanazione.it/firenze/festa-dell-unit%C3%A0-nardella-saremo-una-citt%C3%A0-davvero-moderna-ma-dovremo-soffrire-insieme-1.207037
“...serve che le grandi opere vadano avanti e che non restino un buco nero. Per questo appena eletto ho parlato con la Società Autostrade e Ferrovie dello Stato, per chiedere una tempistica certa. E riguardo alla Tav, voglio ricordare l’enorme opportunità che Firenze ha nel trovarsi così al centro d’Italia. In vista dell’Expo di Milano del 2015 ho in mente un’iniziativa e uno slogan: ‘La cosa più bella dell’Expo? Il treno per Firenze’. Perché è a quel tipo di turismo che dobbiamo guardare”.
Evidentemente ci si comincia ad accorgere che il progetto TAV fiorentino non è solo pericoloso ed inutile, ma è anche insostenibile economicamente e politicamente.
Stonano fortemente anche le dichiarazioni, sempre di Nardella, che attribuisce solo alle Ferrovie dello Stato la volontà di realizzare quest'opera folle: il partito del sindaco, il Partito Democratico fiorentino e toscano, fin dall'era Primicerio-Martini, ha fortemente voluto e preteso che l'opera miliardaria portasse soldi a Firenze; lo stesso Renzi, da sindaco, contrattò compensazioni dalle Ferrovie di 80 milioni e accettò l'opera. Fuggire dalle proprie responsabilità non aiuterà la politica locale a ritrovare la credibilità in caduta libera.
Se c'è davvero un ripensamento su questo progetto folle il Comitato si chiede come mai i lavori nel cantiere ai Macelli non vengono fermati subito, ma si continua a buttare una mole enorme di risorse in quella voragine. Le stime che si possono fare sui costi sostenuti fin'ora sono di circa 700 milioni; una cifra vergognosa di cui molte persone dovrebbero rispondere, ma temiamo che a pagare saranno i soliti cittadini che contemporaneamente si vedono distruggere il sistema di welfare.

27 giugno 2016

Le Grandi Opere Inutili, incontro 8 giugno

Riprendiamo da
http://www.perunaltracitta.org/2016/06/15/le-grandi-opere-inutili-video-cicconi-ziparo/


L’8 giugno si è tenuto a Firenze (Sala dei Marmi del Parterre) un incontro pubblico dedicato alle Grandi Opere Inutili che in Italia abbondano, anche se non vi è alcuna necessità di farle e se esistono progetti alternativi molto meno impattanti  costosi.

I relatori hanno chiarito il perché di questo fatto che potrebbe sembrare un controsenso e che trova invece la sua origine negli enormi interessi che girano intorno alle Grandi Opere.

Ivan Cicconi, esperto di lavori pubblici, è intervenuto su: L’Italia che non cambia, dalla legge obiettivo al codice degli appalti: il rigoglioso pascolo dell’illegalità.

Alberto Ziparo, urbanista, ha parlato su: Senza alcun progetto: dal Passante TAV di Firenze alla situazione italiana.

L’iniziativa, coordinata da Tiziano Cardosi, è stata organizzata dalla Rete dei Comitati in Difesa del Territorio e dal Comitato No Tunnel TAV Firenze con la collaborazione de “La Città Invisibile”.





13 giugno 2016

TAV, il tunnel: non si fa, ma non si dice?

Il Comitato No Tunnel TAV, leggendo dell'intervista dell'AD delle Ferrovie Renato Mazzoncini, ha ovviamente da fare alcune osservazioni.
  1. Dice Mazzoncini: “Il tunnel sotto Firenze si farà”; subito dopo si parla di una indagine di mercato dalla quale risulterebbe che i viaggiatori preferiscono arrivare alla stazione di Santa Maria Novella piuttosto che nell'isolata stazione di viale Corsica, per cui è addirittura possibile “mettere in discussione” la realizzazione stessa del sottoattraversamento. Nessuno dei politici pare aver notato la contraddizione di queste affermazioni. Problemi di comunicazione o dentro le Ferrovie non ci sono idee chiare? Intanto i lavori ai Macelli vanno avanti, le spese crescono…
  2. Terre di scavo: ancora si discute “se sono rifiuti oppure no”. Qualche tempo fa dalle notizie diramate sui media pareva che tutto fosse risolto. Al Ministero dell'Ambiente ancora non hanno nemmeno ricevuto il “piano di utilizzo” delle terre da parte delle Ferrovie. Intanto i lavori ai Macelli vanno avanti, come i costi, che aumentano...
  3. Si è finalmente deciso di “riorganizzare la tecnologia di superficie” per consentire il passaggio di molti più treni. Da dieci anni i gruppi che si oppongono alla realizzazione del Passante TAV propongono questo; sarà mica che avessero ragione? L'intervento costerebbe molto meno di quanto si è già speso nella voragine ai Macelli…
  4. Addirittura si dice che ogni binario del nodo di Firenze diventerà “promiscuo”, cioè potranno passare tutti i tipi di treni. Questa affermazione smentisce un dogma che ha sciaguratamente giustificato il modello TAV italiano che invece prevede la separazione delle linee. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: al di fuori del collegamento tra le 5 principali città italiane il sistema ferroviario è un disastro. Questo progetto sbagliato è costato circa 100 miliardi di euro che i cittadini stanno pagando e pagheranno per altri 30 anni.
  5. Mentre l'AD Mazzoncini pare smentire la politica dei trasporti che hanno tenuto fin qui le FS, nessuno ha il coraggio di dire fermiamoci con i lavori ai Macelli: se davvero è in corso un ripensamento sul Passante sotterraneo, perché si continuano a buttare soldi in quella voragine inutile? Possibile che nessuna istituzione abbia qualcosa da dire?
È sempre antipatico dire “l'avevamo detto”, ma il Comitato NO Tunnel TAV non può non ricordare che ha urlato come Cassandra per dieci anni nel delirio della politica delle istituzioni locali e nazionali.
Il Comitato chiede ancora non solo che si abbandoni al più presto il progetto del Passante, ma che si interrompano immediatamente i lavori.

09 giugno 2016

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 9 giugno 2016

TAV e grandi opere, i problemi fiorentini nel quadro delle grandi opere. Un incontro a Firenze

Il giorno 8 giugno si è tenuto un incontro pubblico sul tema delle grandi opere inutili che ha visto un approfondimento sulle normative entrate in vigore negli ultimi tempi e ha fatto il punto sulla situazione fiorentina. L'iniziativa, tenutasi al Parterre, era stata organizzata dalla Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, Comitato No Tunnel TAV, PerUnaltracittà.
L'ingegner Ivan Cicconi ha valutato come il nuovo “Codice dei Contratti” (chiamato comunemente Codice degli Appalti) abbia sì adattato la normativa sulle “concessioni” a quella europea, ma ha introdotto nuove forme contrattuali come la “locazione finanziaria immobiliare” e il “contratto di disponibilità” che hanno reintrodotto le anomalie che si volevano evitare: enormi benefici a favore delle grandi imprese e i costi completamente a carico del pubblico; è stata sciaguratamente confermata anche la figura del “general contractor” che ha consentito il costo astronomico delle linee TAV italiane (5 volte quelle francesi). Le nuove normative insomma non saranno in grado di creare un vero cambiamento nel mondo delle grandi opere dove corruzione, illegittimità e infiltrazioni mafiose saranno favorite dalle stesse normative.
Il professor Alberto Ziparo ha ricordato le troppe illegittimità che ancora pesano sul progetto TAV fiorentino e di cui le istituzioni locali e nazionali non sembrano tener conto. Anche il presidente dell'ANAC, Raffaele Cantone, definì il progetto fiorentino “una vicenda che non fa onore all'Italia”, ma tutto questo è stato totalmente ignorato; addirittura la politica locale ha cominciato a farneticare di far passare i treni regionali sulla linea AV smentendo clamorosamente oltre un decennio di ottusi dogmi trasportistici, confermando che, se non si hanno ancora le idee chiare su cosa sia e a cosa serva il Passante, l'utilità di questi lavori è nulla.
La mancanza di VIA sulla stazione AV, su cui nessuno ha il coraggio di intervenire, dà il senso dell'illegittimità e della confusione che regna su questo progetto.
La vicenda delle terre di scavo che, se andranno davvero a Santa Barbara, sarà solo grazie ad una normativa creata ad hoc e in conflitto con le normative europee; l'allora ministro dell'ambiente del governo Letta, Andrea Orlando, nel 2013 venne a Firenze per incontrare i magistrati e capire cosa non andava promettendo interventi adeguati; l'attuale governo ha però riconfermato e reso ancora più farraginose le normative che preoccupavano. La gestione delle terre, di cui si prevede un campionamento per lotti, si dimostra estremamente complicata, suscettibile di illeciti e soprattutto comporterà un aumento dei costi; fatto questo tanto caro ai costruttori.
La fragilità del sottosuolo di Firenze è emersa con forza per la semplice rottura di un tubo dell'acquedotto; realizzare due gallerie di 7 km nel ventre antico della città, con un progetto così lacunoso, a cosa potrebbe portarci? Nessuno se lo vuol chiedere? Su questo cfr http://www.perunaltracitta.org/2016/05/30/dopo-voragine-interessi-acqua-di-firenze-dossier-perunaltracitta/
L'impatto sulla falda, certificato dalla stessa ARPAT, non è risolto e difficilmente lo sarà con la presenza di paratie sotterranee profonde oltre 40 metri. Dei rischi di questo fatto nessuno parla.
I rischi di cedimento che sono pericolosamente sottostimati secondo la letteratura scientifica esistente sono, anche questi, ignorati. Il fatto che a scavare dovrebbe essere una sola fresa invece che due, che questo fatto comporti danni in superficie maggiori del 50% è dolosamente ignorato.
Presto sentiremo qualcuno dire senza pudore che bisognerà fare “presto e bene”; nessuna vergogna dopo quasi 20 anni di un progetto impossibile che probabilmente resterà un mostro incompiuto nel cuore di Firenze.

Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV
PerUnaltracittà

17 maggio 2016

In 20.000 per dire alle amministrazioni locali: esiste una via di uscita all’incenerimento

Di seguito il Comunicato stampa, firmato da tutti i promotori, della manifestazione che si è tenuta a Firenze il 14 Maggio 2016 contro tutti gli inceneritori e per difendere salute e territorio. Chiediamo gentilmente la diffusione, anche tramite articolo, visto anche l'ampio spazio dato in questi giorni alle amministrazioni e ai tecnici di Quadrifoglio.
 

COMUNICATO STAMPA

In 20.000 per dire alle amministrazioni locali:
esiste una via di uscita all’incenerimento


Sabato 14 maggio si è svolta la manifestazione contro tutti gli inceneritori e per difendere salute e territorio, promossa da Mamme NO Inceneritore, Assemblea per la piana contro le nocività e Zero Waste Italy e patrocinata da ISDE (l’Associa­zione Italiana dei Medici per l’Ambiente).

Il corteo è stato colorato e festoso, come nelle premesse degli organizzatori, ma soprattutto molto partecipato. Dal Parco San Donato di Novoli a Piazza della Repubblica un fiume quasi ininterrotto di persone, di bambini e bambine, che raccoglievano un ampio consenso dei cittadini affacciati alle finestre e ai lati delle strade.

Molti anche gli aderenti (228), fra cui associazioni di medici, gruppi ambientalisti e comitati di cittadini, lavoratori e studenti. Presenti anche delegazioni da varie parti d'Italia (alcune centinaia di persone) in rappresentanza di comitati che lottano contro gli inceneritori, che hanno testimoniato con striscioni e interventi la devastazione dei loro territori e portato la solidarietà a Firenze, divenuta simbolo della lotta contro l'incenerimento dei rifiuti.

Un corteo di cittadini consapevoli, che hanno partecipato perché hanno capito che questa opera fa male alla salute, come detto dal palco dai medici ISDE (Associazione di Medici per l’ambiente), è dannosa per l’ambiente e che ci sono alternative, come la strategia rifiuti zero (raccolta porta a porta, tariffazione puntuale, recupero degli scarti, distretto del riciclo e riprogettazione), che le istituzioni dovevano prendere in considerazione e invece non lo hanno fatto. Un corteo di cittadini determinati che hanno lanciato un messaggio chiaro a tutte le istituzioni e messo sotto accusa la logica delle grandi opere inutili e dannose che, insieme all'inceneritore, vorrebbero realizzare nella piana fiorentina.

"UNVISIFAFARE" significa che non sarà consentito a nessuno di speculare sulla pelle dei cittadini e di subordinare al profitto di pochi i basilari diritti alla salute, al territorio ed ai beni comuni, come l'acqua.

A questo punto ci chiediamo: l’amministrazione di Firenze, della Regione Toscana e di tutta la città metropolitana hanno intenzione di ascoltare i propri cittadini?  O fare finta che nulla sia accaduto?

Abbiamo sollecitato da oltre un anno un dialogo serio e oggi ribadiamo la nostra richiesta: vogliamo una sospensione dell'Autorizzazione Unica all'impianto di incenerimento di Firenze e l'apertura di un confronto tecnico di valutazione delle alternative, invitando le eccellenze italiane nella gestione dei rifiuti e i rappresentanti delle amministrazioni che hanno fatto scelte diverse. Vogliamo verificare le alternative anche da un punto di vista economico, includendo l’abbandono del progetto dell’inceneritore. Una valutazione oggettiva, non calcolata dalla ditta che è interessata alla costruzione dell’impianto. La nostra valutazione è che il costo di tornare indietro e applicare nuove e performanti pratiche nella gestione dei rifiuti potrebbe costare molto poco, senza calcolare i risparmi sui costi sanitari e ambientali che la revoca comporterebbe. Inoltre la gestione dei rifiuti che proponiamo porta un guadagno alle amministrazioni che la applicano.

Dal Sindaco Nardella, dal Ministro per l'Ambiente e da Giannotti di Quadrifoglio, viene invece ribadita proprio in questi giorni solo un'ostinata volontà di andare avanti - rafforzata dal decreto Sblocca Italia, varato da Renzi -  e la richiesta inaccettabile di fare da "cavie" per monitorare insieme gli effetti dell'inceneritore.  Per questo ci bastano le denunce dei medici ISDE, molto chiare e documentate: non abbiamo bisogno di ulteriori esperimenti! Questo non è una proposta di dialogo serio e di ascolto della cittadinanza!

Per questo rispediamo al mittente l’invito a partecipare a comitati di sorveglianza post opera. Se vogliono la partecipazione dei cittadini e dei comitati, che la si cerchi prima delle scelte e della costruzione dell’inceneritore. Noi, come ampiamente ribadito, siamo aperti a un confronto tecnico (previo blocco dei lavori) per studiare e valutare tutte le alternative e gli effetti su salute e ambiente di ogni singola scelta.

L’opera che vogliono realizzare è anacronistica, risale a troppi anni fa e, oggi, persino in paesi come la Danimarca, che negli anni 70 hanno fatto dell’incenerimento dei rifiuti un business, oggi si trovano a dover scegliere una via di uscita e di dismissione dei troppi inceneritori presenti sul territorio. Così come in altri paesi del Nord Europa si acquistano i rifiuti di altri stati perché un inceneritore, quando costruito, deve rimanere acceso: se non brucia è antieconomico.
 
In 20.000 chiediamo: perché si continua con un progetto che, ormai è certo, provocherà danni irreversibili per la salute umana, soprattutto dei bambini, e degli animali?

I promotori, forti del consenso popolare, proseguono la loro campagna di informazione e coinvolgimento dei cittadini e di lotta per fermare la costruzione dell’inceneritore! Bloccare il progetto di Case Passerini è un passaggio essenziale per fermare tutti gli altri inceneritori, per praticare le alternative ed usare le risorse per le reali necessità delle popolazioni e un diverso assetto del territorio.

Ecco le prossime iniziative ed appuntamenti:
  • Martedì 24 maggio incontro pubblico delle Mamme NO Inceneritore in Piazza Vittorio Veneto con i candidati alle elezioni municipali di Sesto Fiorentino a cui, al momento, hanno aderito tutti i candidati eccetto Zambini del partito democratico (ma non si era aperti al dialogo?)
     
  • Sabato 28 maggio dalle ore 15 a Villa Montalvo all’interno della Festa della Vita incontro informativo sull’inceneritore in parallelo a un Laboratorio creativo per bambini
     
  • Domenica 29 maggio giornata di presenza sui terreni dove dovrebbero sorgere inceneritore ed aeroporto per costruire insieme il parco della piana. Appuntamento alle ore 10.30 al Polo Scientifico, in via dell'Osmannoro a Sesto Fiorentino
Mamme NO Inceneritore, Assemblea Per la Piana Contro le Cocività e Zero Waste Italy